Mobilità individuale docenti Paesi Bassi 2026
Erasmus+ nei Paesi Bassi: tre sguardi sul futuro della scuola
L’esperienza di Job Shadowing di Nicola Cusano, Romina Alessio e Leonardo Feletto al Lorentz-Casimir Lyceum di Eindhoven

I docenti dell’Istituto “G.B. Cima” durante l’esperienza di Job Shadowing a Eindhoven.
Dal 23 al 27 settembre 2026 tre docenti della Scuola Secondaria di Primo Grado “G.B. Cima” – Nicola Cusano, docente di Lingua inglese, Romina Alessio, docente di Lingue straniere, e Leonardo Feletto, docente di Matematica e Scienze – partecipano a un’esperienza di Job Shadowing presso il Lorentz-Casimir Lyceum di Eindhoven, nei Paesi Bassi.
La mobilità offre ai docenti l’opportunità di osservare direttamente una realtà scolastica europea, confrontarsi con colleghi olandesi e conoscere modalità organizzative e didattiche differenti da quelle abitualmente sperimentate nel nostro Istituto.
Il Lorentz-Casimir Lyceum è una scuola moderna, immersa nel verde, che accoglie circa 1.200 studenti tra gli 11/12 e i 18 anni. Particolarmente significativi sono gli ampi spazi laboratoriali dedicati a Scienze, Tecnologia, Arte e Design, oltre all’organizzazione degli ambienti e alla libertà di movimento degli studenti, che cambiano aula al termine delle lezioni mentre i docenti rimangono nelle proprie aule.
Tre docenti, tre prospettive
L’esperienza assume un valore particolare proprio perché viene osservata attraverso tre differenti punti di vista disciplinari.
Nicola Cusano – Lingua inglese
Per Nicola Cusano, l’esperienza permette innanzitutto di osservare l’insegnamento delle lingue straniere e di confrontarlo con la realtà italiana.
Le lezioni di inglese, francese e olandese presentano diversi elementi familiari anche al nostro sistema scolastico: lezioni frontali, libri di testo, esercizi di comprensione, utilizzo della lavagna digitale e materiali predisposti dai docenti. L’utilizzo della tecnologia, soprattutto nell’ambito linguistico, non appare quindi significativamente diverso da quello già presente nelle nostre scuole.
Molto più marcata risulta invece la dimensione laboratoriale nelle discipline scientifiche. Cusano osserva in particolare i laboratori di chimica e le attività pratiche, evidenziando come la disponibilità di spazi e attrezzature consenta di proporre esperienze difficilmente realizzabili nel nostro contesto scolastico.

Attività e spazi laboratoriali osservati durante la mobilità Erasmus+.
Un momento particolarmente significativo è il mini-workshop di lingua e cultura italiana, durante il quale i docenti italiani coinvolgono gli studenti olandesi in attività, giochi linguistici e conversazioni dedicate all’Italia. L’esperienza si trasforma così in un vero scambio culturale, con gli studenti olandesi che mostrano grande entusiasmo e curiosità.
Tra gli aspetti maggiormente apprezzati emergono inoltre l’autonomia degli studenti, l’organizzazione degli spazi e l’attenzione alla personalizzazione dei percorsi per gli alunni con differenti caratteristiche e potenzialità. L’esperienza permette anche di utilizzare quotidianamente l’inglese in un contesto internazionale e di rafforzare le competenze linguistiche e sociali.
Romina Alessio – Lingue straniere
Anche Romina Alessio concentra la propria osservazione soprattutto sull’area linguistica, rilevando numerose analogie tra le pratiche didattiche olandesi e quelle adottate abitualmente nel nostro Paese.
Particolarmente interessante è il confronto sul tema dell’inclusione degli studenti provenienti da altri Paesi. Nel sistema osservato, gli alunni che arrivano nei Paesi Bassi senza conoscere la lingua olandese frequentano per un periodo specifico attività intensive di lingua e matematica prima di essere inseriti nelle classi ordinarie. L’inglese rappresenta spesso un importante strumento di comunicazione nella fase iniziale del percorso.
Alessio osserva inoltre le modalità con cui il Lorentz-Casimir Lyceum accompagna gli studenti ad alto potenziale cognitivo, attraverso percorsi differenziati e attività più stimolanti rispetto alla didattica ordinaria. Il confronto con i colleghi olandesi permette di riflettere sulle diverse modalità di gestione dell’eterogeneità delle classi e sulle differenti concezioni dell’inclusione.
Nel corso della mobilità partecipa anche al laboratorio di italiano rivolto agli studenti più giovani e osserva un laboratorio di robotica nel quale ragazzi di età diverse lavorano insieme, sviluppando competenze tecniche, digitali e progettuali.
Nelle sue riflessioni finali Alessio sottolinea il valore del confronto tra colleghi e dell’opportunità di “mettere gli occhi fuori dalla propria scuola”, considerandola un’occasione di crescita e di rinnovamento professionale. L’esperienza rafforza inoltre il senso di appartenenza a una comunità europea costruita attraverso il dialogo e la collaborazione tra scuole e insegnanti di Paesi diversi.
Leonardo Feletto – Matematica e Scienze
Per Leonardo Feletto, la mobilità offre soprattutto l’opportunità di osservare l’organizzazione dei laboratori scientifici, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e le modalità di personalizzazione dell’apprendimento.
Particolarmente significativa è l’esperienza nel laboratorio di Intelligenza Artificiale, dove studenti di 12-13 anni presentano semplici videogiochi realizzati attraverso diversi modelli locali di IA. L’attività apre anche la possibilità di future collaborazioni eTwinning tra le due scuole e porta il docente italiano ad approfondire l’utilizzo di Ollama, uno degli strumenti utilizzati dal collega olandese con gli studenti.
Feletto osserva inoltre attività laboratoriali di fisica e chimica e rileva come alcune esperienze siano difficilmente replicabili nella nostra scuola per la diversa disponibilità di spazi, attrezzature e personale tecnico. Al tempo stesso, l’osservazione permette di individuare possibili contatti e occasioni di collaborazione futura con i docenti olandesi.
Anche l’esperienza nel laboratorio di robotica assume un particolare rilievo: studenti di età diverse lavorano insieme in un ambiente ricco di materiali e strumenti, sviluppando competenze tecniche, digitali e progettuali.


Il laboratorio di robotica (sopra) e tecnologia (sotto) del Lorentz-Casimir Lyceum.
Tra gli elementi più interessanti individuati da Feletto emerge l’attenzione alla personalizzazione e alla differenziazione didattica, con percorsi e strumenti pensati in relazione ai diversi stili di apprendimento e ai bisogni degli studenti.
Una scuola europea da osservare e con cui confrontarsi
Le tre esperienze, pur partendo da prospettive disciplinari differenti, mettono in evidenza alcuni elementi comuni: l’importanza degli spazi, l’autonomia degli studenti, la dimensione laboratoriale, la personalizzazione degli apprendimenti, il confronto sulle strategie di inclusione e l’utilizzo delle tecnologie.
Allo stesso tempo, l’esperienza mostra come non esista un modello scolastico semplicemente da replicare. Alcune pratiche risultano particolarmente interessanti e difficilmente trasferibili senza adeguate risorse; altre, soprattutto nell’ambito dell’insegnamento linguistico, risultano invece molto vicine alle pratiche già adottate nella nostra scuola. Proprio questo confronto permette di riflettere con maggiore consapevolezza sulle nostre modalità di insegnamento.
La mobilità rappresenta quindi non soltanto un’occasione di osservazione, ma soprattutto un momento di confronto professionale e di crescita. I tre docenti rientrano dall’esperienza con nuovi stimoli, contatti e idee da condividere con la comunità scolastica.
Il valore dell’Erasmus+ emerge così nella possibilità di uscire dai confini della propria scuola, incontrare altre realtà educative, interrogarsi sulle proprie pratiche e trasformare il confronto internazionale in nuove opportunità di crescita.
L’esperienza dei tre docenti al Lorentz-Casimir Lyceum costituisce un ulteriore passo nel percorso di internazionalizzazione dell’Istituto Comprensivo 2 “G.B. Cima” e nella costruzione di una scuola sempre più aperta all’Europa.

Un’esperienza di confronto e collaborazione nel segno di Erasmus+.





